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Rollei 35AF 2.0 ( nuova versione migliorata )

Rollei 35AF 2.0 ( nuova versione migliorata )
Verso la fine del 2025 è stata presentata una nuova versione della Rollei 35 AF presentata alla fine del 2024.
Sono state apportate alcune migliorie e, soprattutto, la possibilità di montare filtri, con attacco magnetico, davanti all’obiettivo.

Mi sono occupato della prima versione qui:

https://youtu.be/zrhG-e0bNWg?si=E9xOAribz1JXoV1K

https://www.gerardobonomo.it/2024/12/20/rollei-35-af-guida-alluso-e-prova-sul-campo/

Testata con tre differenti pellicole in diverse situazioni, in questo video ho spiegato il funzionamento di questa a mio parere formidabile rivisitazione della Rollei 35 e al termine del video ho proposto le prove effettuate e gli ingrandimenti in decimi di di millimetro.

Mi sono già occupato della Rollei 35:

https://youtu.be/lKfzegYzg3U

https://youtu.be/H4Z7CrR7Ulg

https://www.gerardobonomo.it/2021/06/09/rollei-35-la-piccola-grande-rolleiflex-prima-parte/

https://www.gerardobonomo.it/2021/06/19/rollei-35-la-piccola-grande-rolleiflex-seconda-parte/

E naturalmente mi sono occupato della versione presentata nel 2024 sul sito FeliXspace qui:
https://www.felixspace.eu/experience_dett.asp?id=26
In questo articolo sunteggerò le caratteristiche della Rollei 35 AF 2.0 e le novità.
Buona lettura
Gerardo Bonomo


La Rollei 35 è stata prodotta per decenni, dal 1966, sia in Germania che soprattutto a Singapore in varie versioni. Completamente meccanica, la batteria presiede solo all’esposimetro incorporato, obiettivo retrattile da 40mm in varie versione, dal Tessar al Sonnar, al Triotar di Zeiss fino allo Xenar di Schneider.
Apertura massima, a seconda dell’obiettivo da f/2.8 a f/3.5; tempi di scatto con otturatore centrale da 1/2 secondo fino a 1/500 di secondo. Posa B, attacco filettato sul pulsante di scatto e distanza minima di fuoco, Mirino Albada con messa a fuoco stima da 90 cm fino all’infinito. Molto compatta, grazie anche all’ottica collassabile, piuttosto pesante, intorno ai 300 grammi, ha di fatto il vantaggio che funziona perfettamente su tutti i tempi anche a batteria scarica, e lo svantaggio di avere la messa a fuoco a stima, che per un 40mm non è un sistema semplice da gestire, a meno di non affidarsi all’iperfocale
La Rollei 35 AF ha circa le stesse dimensioni del modello meccanico. Di meccanico però ha solo l’avanzamento e il riavvolgimento; tutte le altre funzioni sono elettroniche, questo significa che senza batteria, come ormai il 99% delle fotocamere, piuttosto che smartphone. C’è di buono che utilizza una batteria alcalina attualmente in produzione e facilmente reperibile.

L’obiettivo – ad oggi non sappiamo da chi fabbricato – è un 35mm e non un 40mm, il diaframma massimo è f/2.8, si tratta di un 5 elementi in due gruppi con diaframma a 6 lamelle stondate. L’obiettivo non è più retrattile ma a messa fuoco è interna, quindi anche sulle brevi distanze l’obiettivo non si allunga
2) I tempi di scatto selezionabili manualmente vanno da 1/500 fino al secondo di posa. Attraverso un display OLED l’esposimetro informa se l’accoppiata tempo/diaframma è corretta o sotto o sovraesposta fino a +/-7 stop
3) Dispone della priorità di diaframmi con staratura intenzionale dell’esposizione da +2 a -2 stop.
4) impostando il selettore su LT si arriva a pose fino a 60 secondi, con countdown sul display OLED retroilluminato durante l’esposizione.
5) Incorpora la lettura del codice DX della pellicola ma è anche possibile impostare l’esposimetro manualmente.
6) La sensibilità impostabile, in automatico come in DX va da 25 fino a 3200 ISO, contro i 1600 ISO della Rollei 35 tradizionale
7) Il peso è stato ridotto da 370 grammi a 242 grammi ( lontani dai 135 grammi della Olympus Mju II ( prodotta in circa quattro milioni di esemplari ) che si rivela ancora oggi la compatta AF con ottica 35mm più leggera al mondo, ma non più in produzione ) mentre le dimensioni – complice l’introduzione del flash incorporato – sono passate da 9,7 × 3,2 × 6,0mm a 10,4 x 5,6 x 7,5 cm
8) Flash incorporato e slitta porta flash sul fondello della fotocamera
9) L’apertura del dorso è come nel modello precedente, quindi anche la AF è priva di guarnizioni
10) Il sistema AF Lidar incorpora un sensore che emette un raggio laser per misurare la distanza tra la fotocamera al soggetto.
11) E’ stato ridisegnato il tappo che aderisce meglio all’obiettivo
12) L’autofocus permette di scattare fino a soli 70 cm dal soggetto, rispetto ai 90 cm delle edizioni precedenti
13) E’ stato aggiunto l’autoscatto
14) La batteria non è più la 1.35V PX 625 al mercurio – fuori produzione, anche se esistono degli adattatori, ma una comunissima CR2 al litio da 3V.
15) Il vano batteria è facilmente accessibile dal dorso e non dall’interno della fotocamera.
15) E’ possibile impostare il flash integrato in modo “forzato” o disinserirlo.
16) Il contafotogrammi è un micro display OLED che permette di visualizzare sia gli scatti effettuati che gli ISO impostati manualmente
17)Attacco filettato per treppiedi e slitta a contatto caldo sul fondello, come nella Rollei tradizionale per aggiungere un flash
18) Non dispone più dell’attacco filettato per lo scatto a filo
19) Il mirino, più luminoso dei modelli precedenti, dispone di cornici luminose ma prive della correzione della parallasse
20) E’ previsto il blocco della messa a fuoco e dell’esposizione a priorità di diaframmi – AF e AE LOCK, per poi ricomporre l’inquadratura.
E’ stato ridisegnato il tappo che si incastra in modo ottimale intorno all’obiettivo, ma è stato purtroppo eliminata la filettatura per i filtri, vedremo nei prossimi capitoli come è stata ovviato il problema
L’apertura, come nel modello tradizionale è a separazione completa della macchina dal dorso, questo significa che NON ha guarnizioni.
21) E’ coperta da una garanzia di due anni da parte del fabbricante.
Disponibile in livrea silver e black, a corredo il tappo di nuova generazione e la cinghia armapolso.
Attualmente non è prevista una custodia.

I pro e i contro
L’obiettivo, innanzitutto
Pro La Rollei 35 AF monta un 35mm f/2.8, 5 elementi in due gruppi, 6 lamelle del diaframma stondate, anziché un 40mm, f/2.8 o f/3.5 ( a seconda della versione della Rollei 35 a partire dal 1967 ) Pare sia stato ispirato dallo Zeiss Sonnar 40mm f/2.8 ). Non è retrattile e quindi non è necessario armare l’otturatore per farlo rientrare nel corpo macchina, aumentando però in questo modo la larghezza della fotocamera
Pro, è stata aumentata la profondità e la lunghezza della fotocamera
Contro L’obiettivo non dispone di un attacco filettato per filtri in compenso il tappo è stato ridisegnato ed è più adesso all’ottica rispetto al tappo precedente
Pro I tempi selezionabili manualmente vanno da 1/500 di secondo al 1 secondo, contro il 1/2 secondo delle Rollei 35
Pro Come per il modello precedente è possibile selezionare manualmente sia il tempo che il diaframma di scatto
Contro: manca la posa B e un attacco per scatto a distanza
Pro è stata introdotta la posa LT ( Long Time ) che permette di selezionare tempi lunghi fino a 60 secondi, in questo caso l’esposizione non è assistita dall’esposimetro )
Pro E’ stato introdotto l’autoscatto, utile anche in accoppiata con la funzione LT perché permette di premere il pulsante di scatto senza che l’otturatore si apra immediatamente sulle pose lunghe rischiando , pur su treppiedi, il micromosso
Contro L’autoscatto una volta attivato, si accende di rosso ben poco visibile a distanza rimane fisso anche dopo aver premuto il pulsante di scatto, mentre di norma i LED posti sulla parte frontale delle fotocamere una volta attivati iniziano a lampeggiare, aumentando la frequenza qualche secondo prima dello scatto vero e proprio, per permettere alle persone di mettersi nella posa migliore o quantomeno di tenere gli occhi aperti
Pro il sistema di messa a fuoco è diventato AF con minima distanza di fuoco che è passata dai 90cm delle Rollei 35 ai 70cm delle Rollei 35AF. Premendo a metà il pulsante di scatto si ottiene il blocco contemporaneo della messa a fuoco e dell’esposizione ( quando si è in priorità di diaframmi ) per poi, a piacere, ricomporre l’immagine e premere poi fino in fondo il pulsante di scatto.
Pro, il sistema AF di tipo LIDAR. Il sistema di messa a fuoco è di tipo LIDAR, senza soluzione di continuità -come avviene invece con altre tipologie AF che hanno dei punti fuoco stabiliti. Vale la pena comprendere meglio questa tecnologia, anche se già utilizzata in campo fotografico.
Tecnologia LiDAR: che cosa è? come funziona?
Quando si parla del LIDAR sono decisamente poche le persone che sanno esattamente di cosa si tratta, come funziona e come mai sia sempre più importante come tecnologia per lo sviluppo dei nuovi veicoli a guida autonoma e per gli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems). Cerchiamo di scoprirne qualcosa in più.
Tecnologia LiDAR: Light Detection And Ranging
L’acronimo LiDAR (Light Detection And Ranging) identifica la tecnologia che  misura la distanza da un oggetto illuminandolo con una luce laser e che al contempo è  in grado di restituire informazioni tridimensionali ad alta risoluzione sull’ambiente circostante. Un LiDAR utilizza tipicamente diversi componenti: laser, fotorilevatori e circuiti integrati di lettura (ROIC) con capacità di tempo di volo (TOF) per misurare la distanza illuminando un bersaglio e analizzando la luce riflessa.
Di base il LIDAR è una tecnica simile a un radar basata sul principio dell‘eco. Lo stesso principio utilizzato dai radar, che utilizza come “segnale” la luce (pulsata) anziché un segnale radio.
Funzionamento e Impiego di un sistema LiDAR
Il funzionamento della tecnologia LiDAR si basa su un principio “immediato”: sapendo che la velocità di propagazione della luce è fissa (C 300.000 km/s),si può calcolare facilmente il tempo impiegato da un raggio luminoso per andare da una sorgente verso un bersaglio (riflettente) e per tornare indietro verso il rilevatore di luce . Questo principio di misura viene solitamente indicato come ‘Time of Flight’ (ToF) o tempo di volo. Il tempo di volo può essere ottenuto inviando mediante un laser un segnale impulsivo, ma anche misurando la fase e la frequenza del segnale luminoso riflesso rispetto a un segnale di riferimento.
Pro E’ stata introdotta la priorità di diaframmi con staratura intenzionale dell’esposizione da + 2 a -2 stop
Contro In priorità di diaframmi la fotocamera non avvisa del tempo di posa che imposterà, che sarà comunque limitato al secondo di posa
Pro E’ stata introdotto sulla calotta superiore, a fianco del pulsante di scatto, un display OLED retroilluminato che consente di ottenere molteplici informazioni: scatti effettuati, attivazione della priorità di diaframmi e relative staratura, visualizzazione e impostazione della sensibilità ISO se non si vuole utilizzare il Codice DX, altra aggiunta rispetto ai modelli precedenti. In modalità LT permette di programmare i tempi di posa fino a60 secondi, e una volta attivato lo scatto, attraverso il display si può osservare il countdown dei secondi rimanenti alla fine della posa. In modalità manuale attraverso un cerchio con istogramma a torta avvisa, una volta scelto il tempo e il diaframma, se si incorrendo in una sotto o sovraesposizione fino +/-6 stop
Contro Attraverso il display OLED Il contascatti non supera le 36 pose, poi si arma la macchina “ a vista”. In modalità manuale, piuttosto che il suggerimenti in spicchi di torta di sotto o sovraesposizioni intenzionali d1 stop per volta fino a +/- 6 stop, avremmo preferito una visualizzazione a terzi di stop, limitandosi a +/- 3 stop.
Pro è stato introdotto il flash con possibilità di inserimento o disinserimento forzato.
Contro La portata massima del flash è di 3,5 metri a f/2.8 ma non è specificata la sensibilità, quindi il NG. Nelle istruzioni si consiglia di lavorare con il flash alla massima apertura, , f/2.8 in priorità di diaframmi posizionando il selettore A su +2.
Pro In ogni caso, con una pellicola intorno ai 400 ISO, presumiamo che la portata arriva almeno a 4 metri, con pellicole a sensibilità inferiori e chiudendo il diaframma si può utilizzare il flash come Fill-In nei ritratti. Essendo l’otturatore centrale, non esiste un syncro flash ma il flash può scattare in accoppiata con tutti i tempi, da 1/500 fino a 1 secondo
Pro La batteria è una comune CR2 e viene inserita nell’alloggiamento posto sul retro della macchina; in alcuni modelli di Rollei 35, oltre al fatto che le batterie sono al mercurio, l’alloggiamento è posizionato all’interno della fotocamera.
Contro Ho lavorato con una batteria carica, quindi non posso assicurare che se la batteria è scarica, sul display OLE compaia un icona di imminente esaurimento batteria; di sicuro manca un check battery e la Rollei 35 AF, a differenza dei modelli precedenti, senza batteria non è in grado di scattare su alcun tempo di posa
Contro Il mirino è molto luminoso, ma dispone di cornicette tarate come parallasse su una distanza fissa, io presumo l’infinito, e mancano due cose: un secondo paio di cornicette che limitano il campo inquadrato alla minima distanza di fuoco, e la mancanza dello spostamento delle cornicette in base alla parallasse, facile da accoppiare a un telemetro, meno, se non impossibile, in un mirino galileiano di una fotocamera AF

La posa B
Mentre nella Rollei 35 tradizionale la posa B avviene mantenendo premuto, possibile con uno scatto a filo, il pulsante di scatto, selezionando prima la posa B, per esposizioni ” infinite, nella Rollei 35 AF la posa B è selezionabile fino a 60 secondi, semplicemente impostando la funziona LT 8 Long Time ) fino a un tempo massino di 60 secondi. Una volta attivata la posa B sul display Oled, su cui sono stati impostati i secondi, si potrà vedere, al buio in modalità retroilluminata, quando secondi sono stati impostati e il countdown dei secondi rimanenti.. Prestate attenzione all’effetto di non reciprocità.


L’autoscatto
La Rollei 35 F dispone anche di un autoscatto elettronico che permette nn solo di realizzare gli autoscatti ma, premuto prima del del pulsante di scatto permette un ritardo nell’apertura dell’otturatore in modo da evitare il micromosso


Lavorare in manuale o in priorità di diaframmi
Uno dei grandi vantaggi della Rollei 35 AF che è possibile lavorare in manuale, seguendo sul display OLED le eventuali sotto o sovraesposizioni intenzionali, o in priorità di diaframmi, impostando quindi la “A” sulla fotocamera, il diaframma desiderato, e lasciando che sia la macchina a scegliere il tempo di scatto; questo, unito al sistema AF, rende la Rollei 35 AF immediatamente pronta allo scatto, soprattutto se si lavora in A. Sono anche possibili starature intenzionali dell’esposizione da – 2 a + 2 stop.


La nuova Rollei 35 AF 2.0
L’ho chiamata io così per distinguerla dal primo modello, vediamo le differenze


Riarmo e riavvolgimento della pellicola
Alcuni dei primi esemplari avevano problemi sia nell’avanzamento della pellicola che nel riavvolgimento: il problema è stato risolto


Sistema AF Lidar (Light Detection and Ranging)
Anche il sistema AF basato sulla tecnologia Lidar è stato rivisitato: il modello attualmente in produzione ha un sistema AF estremamente più preciso rispetto al primo modello


Copriobiettivo e sistema filtri
Il nuovo copriobiettivo è magnetico ed è stato presentato un kit, il Rollei 35AF Filter KIT 40,5mm
Qui devo dire che i progettisti hanno avuto un’idea a dir poco brillante: hanno sostituito l’anello che circonda la lente frontale, che nel primo modello era in alluminio, in un anello sempre di metallo ma in grado di reagire a una calamita; infatti, innanzitutto, la nuova Rollei 35AF ha un paraluce che si aggancia solidamente e automaticamente in posizione davanti alla lente frontale proteggendola, avendo al suo interno una calamita.
Nel kit son presenti anche altri elementi, a cominciare da un adattatore magnetico che si fissa istantaneamente sull’obiettivo e termina dall’altra parte con una filettatura da 40,5mm. Nel fit sono compresi tre filtri che andranno poi avvitati sull’adattatore, un filtro giallo, un filtro UV e un filtro “ Black Mist 1/4” Prima di parlare di quest’ultimo filtro è evidente che se volgiamo montare altri tipi di filtri, soprattutto per chi è appassionato di bianco e nero, come l’arancione, il rosso o addirittura il filtro IR720, basta trovare il filtro con l’opportuno diametro 40,5mm.
Nelle prove a corollario noterete l’importanza decisiva dei filtri nella fotografia in bianco e nero. Io sono un fan del filtro rosso 25A, o anche del 29A ( ancora più scuro ) che in accoppiata con la linea delle pellicole Silver di Rollei ( RPX 25, Retro 80S, Superpan 200, Retro 400S e Infrared ( tutte iperpancromatiche tranne la infrared che appunto Infrarossa ) rendono completamente nere le campiture serene del cielo, lasciando bianche le nuvole, o completamente nero un cielo completamente sgombro di nuvole e contemporaneamente, per l’effetto Wood, schiariscono la vegetazione caduca fino a renderla, con la Rollei Infrared, completamente bianca e onirica

Il filtro Black Mist 1/4 Fornisce un bagliore morbido e cinematografico preservando la nitidezza

Ideale per ritratti (ammorbidisce la pelle) e scene oniriche (tende ad alonare le alte luci)

Ma nel kit c’è qualcosa di più. I progettisti hanno pensato anche a chi aveva già acquistato il modello precedente, quindi nel kit è incluso un copriobiettivo magnetico, un anello metallico con due biadesivi già fustellati per sostituire l’anello del nodello precedente in alluminio e un paio di pinze per portare a termine con delicatezza la sostituzione dell’anello precedente con quello attuale.
Raramente nella mia carriera ho visto un kit di conversione come questo, studiato addirittura in modo retroattivo per rendere attuale anche il modello precedente di una fotocamera.


Nel modello attuale, che ha anche il copriobiettivo magnetico, è sufficiente montare l’Adapter Ring 40,5 per poi avvitare sull’adattatore o i filtri disponibili nel kit, UV, Yellow e Black Mist, o qualsiasi filtro purchè abbia diametro 40,5mm.


Le prove sul campo.
La pellicola
Ho utilizzato una pellicola Rollei Retro80S. E’ una pellicola che fa parte della linea SILVER di Rollei, sono pellicole iperpancromatiche, in grado registrare anche la radiazione infrarosso. In accoppiata con un filtro rosso 25A permette di ottenere un notevole scurimento dei cieli sereni e uno schiarimento della vegetazione caduca grazie all’effetto wood. Ho sviluppato la pellicola in Rollei Supergrain, alla diluzxione 1+15, prebagno di due minuti in acqua del rubinetto per sciogliere lo strato antihalo, a seguire 1 minuto di sviluppo in agitazione continua e per i restanti 10 minuti, per un totale di 11 minuti, un rovesciamento ogni 30 secondi. A seguire arresto, fissaggio, lavaggio.


Uno scatto orizzontale cielo con leggera foschia, nubi e betulla
Lo scatto a colori


Lo scatto su pellicola Rollei Retro 80S senza filtro


Lo scatto su pellicola Rollei retro 80S con filtro rosso 25a


Nuovamente uno scatto orizzontale, cielo sereno con campiture di nubi


Lo scatto in bianco e nero


E lo scatto con filtro rosso 25A


Uno scatto a colori di un elettrodotto

Lo scatto in bianco e nero


E lo scatto con filtro 25a


Qui notiamo la differenza tra lo scatto senza filtro a sinistra e con filtro a destra; i cavi rossi sono diventati bianchi; è anche possibile vedere lo spostamento di una aereo da destra a sinistra, la nitidezza è impressionante.


Uno scatto a colori, il salice a destra sta cominciando ad aprire le foglie, cariche di clorofilla

In bianco e nero


Con il filtro rosso 25a: notate come le foglie si schiariscono grazie all’effetto Wood


Grazie alla possibilità di utilizzare i filtri, tanto per il colore che per il bianco e nero, la nuova Rollei 35AF fa un vero passo avanti rispetto al modello precedente, senza contare il miglioramento del sistema AF, dell’avanzamento e del riavvolgimento. In bianco e nero i filtri sono indispensabili, così come è indispensabile scegliere uno sviluppo ottimale. Anche le esposizioni devono essere realizzate con cura, e il processo di sviluppo. La parola finale, poi, è tutta di appannnaggio della stampa sotto l’ingranditore.


Qui notiamo la sensibilità spettrale che anzichè fermarsi intorno ai 600 nanometri si spinge quasi fino agli 800 nanometri. e L'effetto Schwarzschild (o difetto di reciprocità) della Rollei retro 80S. In fotografia è un fenomeno in cui le pellicole perdono sensibilità con esposizioni molto lunghe (luce scarsa) o molto brevi, richiedendo più luce di quella calcolata per un'esposizione corretta. Si manifesta con sottoesposizione, aumento di contrasto e dominanti di colore.


Non abbiamo il prospetto di gruppi e lenti del nuovo obiettivo impiegato dalla Rollei 35AF. Qui vediamo il prospetto del 40mm utilizzato sul modello Rollei 35 meccanico


Il display OLED della Rollei 35AF consente di visualizzare molteplici informazioni, dalla sensibilità della pellicola, alla corretta esposizione, fono ai secondi impostati posa B; una volta impostati, premendo il pulsante di scatto, sul display appiano i secondi restanti alla fine della posa in countdown.

Conclusioni
E’ incredibile, guardando anche solo il manuale di riparazione della precedente Rollei meccanica, quanta tecnologia sia racchiusa. Immaginiamo solo cosa possa esserci sotto la calotta della Rollei 35AF. Ma fortunatamente, essendo la macchina ancora in produzione, l’assistenza è garantita e con essa i pezzi di ricambio.
La ricerca delle fotocamera a compatta a pellicola dura da decenni.
Questo modello di Rollei, se cerchiamo di farci una ragione sul fatto che senza batterie non è in grado di funzionare ( ma anche la Mamiya 7II senza batterie non funziona, e neppure diversi modelli di Nikon Canon e altri marchi blasonati degli anni 70 che senza batteria funzionano solo su un singolo tempo meccanico. La maggior parte delle compatte AF non funziona senza batteria, e nessuna fotocamera digitale funziona senza batteria, facciamocene una ragione.
Con questo upgrade, o kit, avere la possibilità di scattare con una compatta AF usando anche i filtri ( l’esposizione è TTL quindi la macchina tiene conto dell’assorbimento del filtro, ma volendo si può scattare in manuale decidendo la personale accoppiata tempo/diaframma ), soprattutto gli appassionati di bianco e nero - ma anche del colore, pensiamo al filtro Black Mist, possono acquistare una fotocamera nuova, coperta da una garanzia di due anni da parte del fabbricante, estremamente pratica e di facile utilizzo, che grazie al sistema AF, alla priorità di diaframmi e alla posa B impostabile fino a 60 secondi senza l’utilizzo dello scatto a filo, al flash incorporato, a una focale, il 35mm, considerata da tempo universale. Certo, la classica Rollei 35 funziona senza batterie, ma la si trova solo usata, pur con un prezzo inferiore rispetto alla Rollei 35AF.
Il prezzo? E’ sicuramente un prezzo “importante” ma a mio parere allineato alle sue innovative caratteristiche.
Ancora una volta: #filmisnotdead

Gerardo Bonomo

PDF:  
Link: https://felixspace.eu/experience_dett.asp?id=53